Consigli per l'uso del dizionario latino - II

Salve a tutti! Continuiamo a seguire i consigli di Giuseppe De Micheli (Cotidie legere, edizione Principato, Milano, 2006, pp. 62 - 63) riguardo all'uso del dizionario latino. L'autore ci fornisce ulteriori indicazioni, di carattere pratico, oltre a quelle che abbiamo già riportato nel precedente post:

1. leggere attentamente il testo e cercare sul dizionario il lemma in modo corretto: cioè, ad esempio, non confondere aetatem/aestatem, voluptas/voluntas, discedit/descendit, vinctus/victus, fugo/fugio, quaero/quaeror, liberalitatem/libertatem, ignique/inique, ed anche tam/tum/dum, ibi/ubi, ecc.;

2. rilevare sul vocabolario la presenza di omografi, scegliendo (anche con le dovute verifiche) il lemma che si riferisce al contesto: concīdo/concĭdodēcĭdo/dēcīdooccīdo/occĭdoēdūco/ēdŭco,
praedīco/praedĭcovictus da vivo o da vinco, ecc.;

3. una parola del tutto sconosciuta va cercata sul dizionario innanzitutto come si trova scritta nel testo, senza anticipare ipotesi che potrebbero risultare sbagliate o fuorvianti: ad esempio, tĕmĕrē con la quantità breve della penultima sillaba è un avverbio e non un verbo all'infinito, profecto non è solo un participio, ma può essere anche un avverbio, e vocaboli come dēnĭquĕŭbīquĕ, undĭquĕ, plerumqueplerīquĕ vengono registrati sul dizionario così come si presentano, in questa forma, e non si tratta dei composti con la congiunzione enclitica -que; al contrario, si troverà che materne non è un avverbio, ma è composto di mater + ne (particella interrogativa), così come, ad esempio, Marcone e adeone corrispondono a Marco + ne e adeo + ne;



4. nell'analisi della parola, ai fini della ricerca sul vocabolario, considerare tutte le ipotesi. Vediamo qualche esempio:

- ora può derivare da ora, -ae ("costa"), da os, oris ("volto") o da oro, -as ("pregare", modo imperativo, tempo presente, II persona singolare, trad.: "prega tu");
- vere può essere avverbio ("veramente"), derivare da ver, veris ("primavera") o da verus, -a, -um ("vero");
- arcis può derivare da arx, arcis ("rocca"), da arca, -ae ("scrigno"), ma non da arcus ("arco");
- soli può derivare da solus ("solo"), da solum ("suolo", "terra") o da sol, solis ("sole"); continuo può essere un avverbio ("subito"), un verbo ("continuare") o un aggettivo (da continuus, "continuo");
venĕras può essere piuccheperfetto indicativo attivo di venio ("tu eri venuto"), ma anche presente indicativo attivo di venero ("tu veneri");
- vita, muta, sine e pone possono essere un sostantivo, un aggettivo e due preposizioni, ma sono anche forme di imperativo; similmente, veniam è futuro semplice o congiuntivo presente da venio, ma anche accusativo dal sostantivo della prima declinazione venia ("perdóno"), e voci come misero e miseris derivano dall'aggettivo miser ("misero"), ma sono anche forme verbali derivate da mitto ("comandare"), rispettivamente prima persona singolare del futuro anteriore attivo e seconda persona singolare sia del futuro anteriore attivo che del congiuntivo perfetto attivo.

Tra pochissimo forniremo altri consigli ancora. A presto e buone ricerche nel frattempo!!:-)

Elena.

Nessun commento:

Posta un commento