Le finalità didattiche e formative dell'insegnamento della filosofia.


Richiamando il mio precedente post, dedicato alle 18 competenze chiave del XXI secolo, vorrei soffermarmi, in particolare, sull'insegnamento della filosofia, una disciplina del tutto speciale e poliedrica. 

La Commissione Brocca, nel 1992, aveva individuato, con grande consapevolezza, le forti potenzialità didattiche, educative e formative racchiuse nella filosofia. Approfitto per ricordare che il Progetto Brocca, messo appunto dalla Commissione omonima, nel 1992, recepì e diede forma - e sintesi - alle idee più innovative, emerse nel corso di un lungo dibattito sulla didattica della filosofia che si sviluppò, nel nostro paese, dalla fine dell’800 fino ai nostri giorni. 


I saggi riunitisi nella Commissione sottolinearono, in particolare, il valore formativo, epistemologico ed etico della filosofia, indicando in essa una disciplina favorevole all’acquisizione, oltre che di contenuti, nozioni e conoscenze, di un vero e proprio habitus mentale critico, interrogativo, ermeneutico, aperto alla scoperta e all’interpretazione del mondo. Tale habitus e tale forma mentis sembrano essere in perfetta sintonia con le esigenze formative che, in modo sempre più impellente, emergono nella società attuale.

Le finalità didattiche ed educative della filosofia, illustrate nel documento finale messo a punto dalla Commissione stessa, furono individuate riflettendo sulle possibilità e le potenzialità, in termini educativi e culturali, della disciplina. La Commissione, nel documento finale conclusivo dei lavori, indicò le seguenti finalità:


"1. la formazione culturale completa di tutti gli studenti del triennio attraverso la presa di coscienza dei problemi connessi alle scelte di studio, di lavoro e di vita, ed un approccio ad essi di tipo storico - critico - problematico;


2. la maturazione di soggetti consapevoli della loro autonomia e del loro situarsi in una pluralità di rapporti naturali ed umani, implicante una nuova responsabilità verso se stessi, la natura e la società, un’apertura interpersonale ed una disponibilità alla feconda e tollerante conversazione umana;


3. la capacità di esercitare la riflessione critica sulle diverse forme del sapere, sulle loro condizioni di possibilità e sul loro «senso», cioè sul loro rapporto con la totalità dell’esperienza umana; 


4. l’attitudine a problematizzare conoscenze, idee e credenze, mediante il riconoscimento della loro storicità; 

5. l’esercizio del controllo del discorso, attraverso l’uso di strategie argomentative e di procedure logiche


6. la capacità di pensare per modelli diversi e di individuare alternative possibili, anche in rapporto alla richiesta di flessibilità nel pensare, che nasce dalla rapidità delle attuali trasformazioni scientifiche e tecnologiche. 


(tratto dai Piani di studio della Commissione Brocca, 1992, Le Monnier, Firenze, tomo I, 1992., pp. 212- 238).


Illustri studiosi - e io non posso che condividere tale punto di vista - hanno già da tempo cercato di mostrare come la filosofia, anziché essere relegata sempre più e anziché essere considerata una materia "inutile", secondo un'ottica freddamente calcolatrice e miope, dovrebbe essere valorizzata nei curricoli scolastici e all'interno della società. Con sguardo lungimirante, come è stato sottolineato, bisognerebbe rinnovarne le modalità didattiche in maniera intelligente, con il ricorso alle nuove tecnologie. Andrebbe estesa anche alla scuola primaria, seguendo il modello di insegnamento di Philosophy for children, ideato da Matthew Lipman. Continueremo sicuramente a parlarne, credo.:-)


A presto e un buon sabato!:-)


Elena


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